Le donne di Maggio

12 maggio 2011

Lucia Tomasoni

Carissime Donne dell'Aquila
vi voglio ringraziare per tutto il lavoro che avete fatto e per  l'opportunità che mi avete dato di entrare nella vostra polis violata, ma anche per aver dimostrato come donne di avere capacità di elaborare il dolore e diventare ancora corpi desideranti attivi che si autodeterminano e che in una situazione postraumatica riescono a organizzare una iniziativa così importante per donne di tutta Italia. 
Voglio ringraziare particolarmente Filomena e Orietta che hanno condotto i gruppi corpi violati, corpi desideranti sia perchè hanno condiviso con noi la loro esperienza personale sia perchè con gli interventi che hanno fatto domenica mattina assieme a Graziella mi hanno permesso di  meglio comprendere  il dibattito di sabato. Purtroppo alle 11,30 di domenica, ho lasciato il gruppo, perchè con le altre mie compagne volevamo visitare la zona rossa e pertanto non ho sentito le conclusioni. Vi mando la relazione che ho fatto  mercoledi, alle  mie compagne DIN di Padova alla nostra riunione settimanale, riproponendo ciò che mi ha particolarmente interessato ed  che ha interagito con me. Anche le altre mie compagne hanno relazionato.
 

Graziella Longoni  

Care Donne de L’Aquila, care amiche,
portiamo nel cuore la bellezza del vostro sorriso, il calore della vostra accoglienza, l’entusiasmo e la tenerezza che ha accompagnato ogni vostro gesto e ogni vostra parola, lo stupore e la gioia per quel miracolo di vita, di solidarietà, di partecipazione che siete riuscite a realizzare nella vostra città sconvolta dal dolore e profondamente mutata.
La vostra determinazione a decidere di “vivere e non di sopravvivere” ha liberato in voi la creatività del desiderio come apertura al possibile, inaugurazione del  tempo della speranza e dell’ “agire politico” al femminile che si declina come  continua “esperienza di nascita”, di cambiamento dentro di noi e fuori di noi, processo che ridà senso al mondo. Empaticamente vicine,  abbiamo iniziato a camminare con voi su questa strada che guarda al futuro e insieme a voi continueremo a dare  visibilità a quell’etica della cura e della responsabilità che trasforma i rapporti, dando valore alla vulnerabilità e alla precarietà che caratterizzano l’esistenza umana e si riverbera sui luoghi del vivere quotidiano, configurandoli come i luoghi dell’attesa dell’altro e dell’incontro. Insieme a voi abbiamo pianto davanti alla Casa dello Studente, toccate in profondità dal dolore muto delle madri e dei padri che hanno perso i figli e invocano giustizia. Insieme a voi abbiamo ascoltato il silenzio delle strade sbarrate, delle case disabitate e buie e il grido delle macerie che testimoniano la perdita, l’interruzione, la cesura tra il prima e il poi. Insieme a voi abbiamo compiuto il rito di rifondazione della città, raccogliendo l’acqua, simbolo del divenire e del continuo rinnovamento e depositandola attorno all’albero che si erge tra cielo e terra, evocando la profondità dell’abisso e la vertigine della verticalità. Insieme a voi abbiamo pensato e parlato di corpi violati e di corpi desideranti, del bisogno di sicurezza e di legalità, della cultura come creatività e ricerca di benessere in antitesi al grigiore impoverente del mercato, della resistenza come impegno quotidiano  contro la militarizzazione dei territori e la privatizzazione dei beni comuni. Insieme a voi abbiamo ballato, cantato, riso e, grazie a voi che ci avete dato l’opportunità di incontrarci in tante, abbiamo sentito tutta la forza e la bellezza del nostro essere donne responsabilmente in cammino verso un mondo libero e liberato dalle devastanti logiche della contrapposizione, dell’esclusione, dell’onnipotenza delirante che semina insicurezza, odio, gelida indifferenza e chiusura livorosa in identità-prigioni.
Grazie per il dono immenso che ci avete fatto, splendide donne aquilane! Partiamo da qui, dalla vostra città, che ormai è anche la nostra, per costruire un nuovo modo di essere nel mondo e diamoci un appuntamento per i prossimi anni, qui, a L’Aquila, dove tutto è incominciato.  
Un abbraccio, con tanta tenerezza. 

11 maggio 2011

Graziella, Libera, Marinella, Cristiana, Roberta  Donne in Nero Milano 

sull'esperienza aquilana, spero riusciremo a mandarvi  prossimamente qualcosa di scritto collettivamente, nel frattempo abbiamo incominciato a pensare che cosa fare per sostenere il vostro centro Antiviolenza. Vi ringrazio ancora, e invio a tutte un saluto  e abbraccio affettuoso.

Lorena, gruppo donne presidio Nodalmolin Vicenza

Ciao Valentina volevamo ringraziarvi tutte per la bellissima opportunità che avete creato. Noi ci siamo già trovate per condividere e la settiman prox lo faremo con gli altri gruppi che erano con noi. Pensiamo di scrivere qualcosa. Ci siamo ricaricate e arricchite, pur portando con noi il dolore dell'Aquila e di tutte voi. Speriamo di continuare la staffetta!!!! organizzando a Vicenza un incontro. Intanto volevo chederti se potevi tenerci un manifesto, alla fine mi sono dimenticata di farmelo dare, se siete d'accordo lo mettiamo in presidio. Un forte abbraccio

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